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Gli oggetti e l’arte riflettente

15.04.2020 | ◼◼, cultura, per tutte le età

L’attività che proponiamo oggi nasce dal contributo di un’artista che ha collaborato con noi, Carola Minincleri, e che per l’occasione ha voluto portare alla luce una sua esperienza che si è tramutata in pensiero artistico. Qui trovate qualche informazione in più sull’artista: https://www.carolamininclericolussi.it/biografia/

Succede spesso così, viaggiamo, o soltanto passeggiamo, e le idee creative ci riaffiorano alla mente, lo stesso è accaduto a Carola.

Durante un suo viaggio in Venezuela compila un diario sul quale, un giorno, appunta queste parole:

Mi siedo in riva al rio, un piccolo fiume in mezzo alla foresta amazzonica. Questa mattina la superficie del fiume riflette alberi e foglie, tutto si muove. La vita vibra e si trasforma costantemente, mi dico. Mi chiedo se sia più vera la chioma verde o la sua immagine riflessa, in fondo – ora almeno – non è determinante. Scatto una fotografia.

L’arte forse è solo “riflettente”.

Pochi mesi dopo, rientrata in Italia, incomincia  a creare delle  installazioni che incarnano il riflesso, e che rispondono alle domande “Chi sono? Che cosa mi rende felice?” portando le loro risposte a farsi oggetto, forme e colori. Tra il 12 agosto 2015, in circa tre anni, crea dunque una collezione di una cinquantina di queste installazioni con la tecnica dell’assemblaggio e le chiama arte riflettente.

Carola Minincleri “Brother, la stella del ping pong”, foto di Tommaso Saccarola

 

Carola Minincleri “Autoritratto”, foto di Tommaso Saccarola

 

A proposito di questo lavoro Carola ci dice:

Nonostante si possa lavorare assemblando oggetti che appartengono al soggetto ispiratore dell’opera, emergono indizi che non hanno tanto a che vedere con la personalità quanto con una voce più profonda, che gli indigeni venezuelani chiamano il canto dell’anima.

Si basano su una procedura che può essere sperimentata in un momento come questo, perché richiede uno spazio di silenzio dentro cui collegarsi con sé e con il soggetto di cui s’intende riflettere nell’opera l’immagine interna.

L’attività che proponiamo

Per l’attività di oggi seguiamo quanto ci detta Carola:

Premesse

  • procurati un telo protettivo, guanti di lattice o simili, mascherina protettiva, forbici, colla, colori di qualsiasi genere a te gradito (olio, tempera, acrilico, io uso lo spray colorato, ma ho un giardino).
  • trova un luogo in casa dove puoi stare da solo e tranquillo.
  • stendi il telo e appoggiaci sopra tutto il necessario.
  • chiedi a tutti di non disturbarti per circa un’ora.

Le 12 mosse per creare un’opera d’arte riflettente:

    1. Sperimenta prima con te stesso.
    2. Nella stanza che hai scelto trova uno spazio accogliente, non accontentarti del primo posto che trovi, mettiti in contatto con la stanza: ti piace di più avvicinarti alla luce che filtra dalla finestra, sederti sulla sedia, distenderti a terra sopra il telo, appoggiare la schiena al muro, guardare fuori, guardare il soffitto?
    3. Dopo che ti sei accomodato chiudi gli occhi e semplicemente respira.
    4. Prova ad ascoltare il tuo respiro, se arrivano dei pensieri che ti distraggono prova a osservarli come si farebbe con delle persone che attraversano la strada davanti a te e poi vanno, e ritorna ad ascoltare il tuo respiro per qualche minuto.
    5. Chiediti “Chi sono io, in questo momento? Che cosa mi rende felice?” e aspetta. Non avere fretta, potrebbe arrivare una risposta sotto forma di immagine, di suono, anche da fuori, una parola detta da qualcuno, oppure potrebbe venirti in mente una persona, un luogo, un paesaggio, non si può sapere in anticipo.
    6. Che la risposta sia arrivata o meno, fai un bel respiro e alzati piano piano.
    7. Ora prendi tra i tuoi oggetti i primi che ti attirano, istintivamente, possono essere pezzi unici oppure tanti oggetti dello stesso tipo, fidati della tua intuizione!
    8. Portali tutti sopra il telo e… via! Puoi iniziare ad assemblarli. Sperimenta, cambia i pezzi di posto, di direzione. Non incollare se non è necessario, e se è necessario non incollare finché non sei convinto della forma definitiva.
    9. Non darti troppo tempo, non far rientrare l’immagine intuitiva in una forma schematica, non forzare l’immagine che è apparsa per farla assomigliare all’idea che avevi in mente già prima di iniziare, lasciati sorprendere da ciò che è emerso: non è una verità, è un riflesso, lasciagli spazio e osservalo un po’.
    10. “Ascolta” quell’immagine, non guardarla e basta: che cosa ti comunica? Ti diverte? Ti stupisce? Ti incuriosisce? Senti il bisogno di colorarla o è conclusa così? E qual è il suo colore? Lasciati trasportare!
    11. Quando senti che è finito riposati un po’ nella stessa posizione di partenza. Che sensazioni provi?
    12. Alla fine scatta una fotografia alla tua opera.

Se ti sei divertito, la prossima volta puoi riprovare con un altro soggetto. Verso chi vola il tuo cuore?

E dunque non ci resta che augurarvi buon lavoro e ricordarvi di mandarci le fotografie delle vostre creazioni!

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