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Stando fermi la realtà si rivela

30.03.2020 | , ◼◼, ◼◼◼, cultura, per tutte le età

C’è stato un artista, Giorgio Morandi, che durante il conflitto della seconda Guerra Mondiale, quando fuori avvenivano i più atroci accadimenti, si era rifugiato in un paesino sulle montagne e in questa forzata solitudine creava appassionatamente. I soggetti da lui prediletti erano le bottiglie, una grande quantità di bottiglie, osservate sotto la luce di tutte le ore del giorno, posizionate con cura per ritrarle con precisione.

Il soggetto scelto da Morandi, come avrete capito, era molto semplice di per sé ma la cosa emozionante di questo artista è che gli rimase fedele fino alla fine dei suoi giorni. Alcuni lo ritengono un pittore noioso perché dipingeva le stesse cosa ma se ci poniamo le giuste domande di fronte alla sua opera possiamo iniziare ad ammirarla. Le domande che sorgono spontanee e che possono riferirsi a qualsiasi ambito della nostra vita, e quindi diventare universali, sono: quanto conosciamo a fondo qualcuno o qualcosa? Quanto tempo ci vuole per conoscerlo? Basterà un’intera vita per osservarlo in tutte le sue sfaccettature, sotto tutti i riflessi di luce che lo colpiscono?

Ecco che domandandoci questo possiamo osservare l’operato di Giorgio Morandi sotto un nuovo sguardo, con ammirazione per un artista che ha voluto indagare quanto più possibile uno stesso soggetto, nella calma e nella tranquillità della sua solitudine meditativa.

Quando poi abbiamo tempo, silenzio e oggetti che rimangono immobili otteniamo gli ingredienti giusti per goderci la pratica stessa del dipingere, per immergerci nel gesto della pennellata e sentire quanto sia un’attività piacevole. Ecco che per queste pratiche, di solitaria pittura, Giorgio Morandi è stato soprannominato anche il monaco laico.

Qui potete trovare un bel documentario su di lui https://www.youtube.com/watch?v=1QoFpjQrJ3E

 

L’attività che proponiamo

L’attività proposta è quella di allestire un angolino della propria casa, illuminato dalla luce naturale, con uno sgabello o qualsiasi mobile che possa fungere da piedistallo e porvi sopra una composizione di oggetti, quelli che desiderate. Recarvi poi nello stesso posto in giornate e a orari differenti e ritrarre gli oggetti anche solo con la matita (consiglio una 2B) per osservare come la luce colpisce questa vostra composizione. Gli oggetti appaiono ugualmente alle 9 del mattino così come alle 6 di sera? Se non volete disegnare, cosa che consigliamo come pratica rilassante, potete anche realizzare una serie di scatti di questo stesso soggetto e di come cambia nelle varie ore del giorno. Consiglio in questo caso di posizionare un cavalletto davanti ai soggetti e di non spostarlo, così da mantenere la posizione precisa della composizione. Cosa hai potuto osservare? Condividilo con noi!

Alcuni esempi di come uno stesso oggetto possa trasformarsi a seconda della luce, sia artificiale che naturale che lo colpisce.

 

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